Associazione dei Residenti

 

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by MC

 



LE NOTTI BRAVE

 


Le forti polemiche di questi giorni - anno 2004-sulla situazione notturna del Centro Storico, ci costringono a fare alcune considerazioni:


1) Il funzionamento dei varchi elettronici ha dato prova di risolvere quasi tutti i problemi di traffico nel Centro Storico, e, dopo l’inutile polemica di alcuni commercianti, ora nessuno più se ne lamenta. La loro messa in funzione è stata anche merito della nostra Associazione.


2) Il funzionamento dei varchi elettronici non impedisce lo shopping natalizio, anzi lo incentiva, e nemmeno lo spostamento verso il centro di centinaia di migliaia di persone che vengono qui a lavorare con i mezzi pubblici.


3) Il mancato funzionamento dei varchi la notte, è l’unico motivo che crea un caos indescrivibile, sia nel traffico sia nel tipo e qualità di frequentazione del Centro Storico.


4) Il Centro Storico di Roma E’ IL PIU’ GRANDE MUSEO A CIELO APERTO DEL MONDO, e noi vogliamo sapere se le nostre autorità desiderano veramente trattarlo come una pattumiera per poi trasmettere una discarica ai nostri figli.


5) Gli esercenti e i residenti del Centro, ma anche i commercianti, sentono tutti bisogno di una maggiore sicurezza, che eviti attacchi alle strutture alberghiere, ai tavolini degli esercizi, quando non direttamente agli esercenti che lavorano in centro la notte, e noi siamo al corrente di diverse agressioni a esercenti, che vengono nascoste agli organi di informazione.


6) La situazione della sicurezza notturna è totalmente fuori controllo. Lo testimoniano le centinaia di telefonate al 113, al 112 e ai vigili urbani che vengono TOTALMENTE DISATTESE. Ed il motivo vero è l’obiettiva mancanza di personale, conseguente ad un budget ristretto.


7) Solo la messa in funzione dei varchi durante la notte, può, a costo zero, riportare il controllo della situazione alle esigue forze dell’ordine. Non si vede perché, di notte, quando si ha molto più traffico che di giorno, ci debbano essere meno controlli che di giorno.


8) Tutte le associazioni di residenti, nonché diverse associazioni di commercianti sono d’accordo nel chiudere il centro almeno dalle 22,00 alle 3,00. Gli unici che fanno resistenza sono i gestori di pubs.


9) IL CENTRO STORICO DI ROMA HA LA PIU’ ALTA CONCENTRAZIONE DI PUBS D’EUROPA. Lo sapevate? Il mercato della birra in Italia è l’unico mercato della birra che cresce al mondo! 100% della birra venduta è straniera! (Anche la Peroni appartiene ai Sudafricani, ora), e quindi attenti a quello che vi dicono certi difensori della notte al centro storico. Chi sono i loro sponsors?


10) I Pubs danno pochissimi posti di lavoro, e per di più si tratta di manovalanza senza alcuna apecializzazione. Per fare il banchista al bar occorrono molte più capacità.

La prima cosa che si deve fare quando si affronta un problema è quella di ristabilire la correttezza dell’informazione.


(31 maggio 2003)


 

questa foto indica la situazione di campo dei fiori tutte le notti da oltre 10 anni sopratutto dopo la mezzanotte.

è incredibile si penserà e invece è sempre così specialmente dopo la mezzanotte e nei periodi da metà settembre ai primi di novembre e da aprile a a fine giugno di ogni anno!!!

pensate che campo dei fiori è patrimonio dell'umanità, è un monumento nazionale: nella città dei papi è l'unica piazza senza una chiesa, è la zona del centro storico a maggiore densità residenziale.

pensate che i trasporti pubblici terminano alle 23.00  e che tutte queste persone sono venute con la propria auto e hanno parcheggiato in divieto di sosta nell'area storico monumentale che comprende piazza navona farnese via giulia ecc.ecc.

ogni turista da 10 anni evita la notte quest'area.

considerate la mattina cosa si trova per terra e se il turista che va a visitare l'area densa di monumenti porterà un bel ricordo di Roma a casa oppure rimarrà indelebile nella sua memoria la puzza di pipì di vomito e di vetri rotti per terra.

riflettete chi ha guadagnato e chi ha perso: i giovani che hanno solo questo punto di ritrovo per sfogarsi o i residenti considerati privilegiati.

i veri privilegiati sono gli esercenti disonesti che hanno nel monopolio del divertimento notturno il loro tornaconto a danno degli altri esercenti del resto della città intera dei giovani e della legalità.

vogliamo la trasparenza nelle licenze nelle concessioni di osp e la messa in funzione della MIR

 

dal MESSAGGERO DEL 7 MAGGIO 2007 A Madrid esplode la guerra del "botellón"

Il "botellodromo" di Cordoba

Spagna: Madrid "botellón"                                              Roma:  Campo de'fiori "violence"

dal nostro corrispondente
JOSTO MAFFEO

MADRID (7 Maggio) - E’ finita in battaglia campale con feriti, contusi e accuse incrociate: la polizia madrilena del sindaco Gallardón e quella nazionale del premier Zapatero si rimpallano le responsabilità; gli abitanti dei quartieri distribuiscono le critiche tra polizia e giovani e questi ultimi, unanimi, dicono di essere stati letteralmente bastonati dalle forze dell’ordine. E’ accaduto nelle ultime notti in cui la capitale spagnola era immersa nel lungo ponte festivo il cui centro era la commemorazione di quel 2 maggio 1808 immortalato da Goya, quando la popolazione di Madrid si sollevò contro gli invasori napoleonici.

Cristalli infranti, cassonetti in fiamme in permanente deambulazione e fuoco incrociato di manganelli, bottiglie e contenitori di vario genere. Il tutto nella notte, anzi, in notti di rincorse con il fiato in gola per le vie del centro, dove il botellón è stato ancora una volta il punto di frizione tra generazioni, tra amministratori e amministrati, tra una parte dei cittadini e i figli di altri cittadini. Battaglie campali perché la via del dialogo e del compromesso, ancora una volta, si è rivelata impraticabile.

Lo chiamano botellón, bottiglione, ma non si tratta di un recipiente di vetro. In Spagna, soprattutto a Madrid e in molte altre città, il botellón è il contenitore di un disagio giovanile che da anni annega la noia in colossali sbronze di gruppo che trasformano vie e piazze della patria di Cervantes in giganteschi, variopinti e caotici happening. Molti partecipanti ne escono più o meno indenni, ma è pur vero che gli ospedali vedono ragazzi e ragazze giocarsi letteralmente la vita in preda a gravi stati di coma etilico.

E’ una moda vecchia quanto è vecchia questa giovane democrazia, ma affonda le sue radici nel modo spagnolo di relazionarsi: i locali pubblici costringono tra quattro pareti e il temperamento iberico preferisce la strada, ma senza abbandonare il bicchiere. Per chiacchierare, per fare gruppo e per condividere musica, pettegolezzi, barzellette, goliardate, per tirare fino a notte fonda, anzi, fino al mattino.
Organizzano botellones gruppi di amici, gli studenti nel campus della rispettiva università, i soci di un club; ma ci sono molti botellones anonimi, spontanei, quelli che, per esempio a Madrid, vedono migliaia di giovani radunarsi, ciascuno con il sacchetto che contiene vino, cola, gin, vodka e whisky, per preparare miscele che scalderanno la notte. Anche perché, sostengono i difensori del fenomeno, il prezzo delle consumazioni in sale, bar e discoteche è ormai insostenibile per l’economia di giovani che studiano o che se lavorano fanno parte dell’esercito dei precari o delle armate del part-time.

Nella sola Madrid che ora ha visto il botellón esplodere per le vie attorno alla presidiata plaza del 2 de Mayo, gli ultimi rilevamenti indicando che i punti di ritrovo del fenomeno sono passati dai 76 del dicembre 2005 agli attuali 110. Sono gli scenari che, dal centro alle periferie, vedono la popolazione giovane della capitale riunita a far notte tra qualche bicchiere, musica e un’immensa folla che intende divertirsi. Le autorità e molti cittadini obiettano che troppo spesso tutto si traduce in rumore, danneggiamenti, strade trasformate in latrine e troppi rischi per la salute della gioventù.

Se dal governo centrale, soprattutto dal ministero della Sanità, si invitano i giovani a fermarsi o quanto meno a moderare il consumo di alcool e si dotano i comuni di norme e di autorità per regolare la materia, da molti sindaci vengono risposte contrapposte: c’è chi, come Madrid sceglie la via di una difficile proibizione e ci sono città, come la pioniera Cordova, che inventano il “botellodromo”, uno spazio lontano dal sonno di cittadini irritati destinato alla concentrazione, e in qualche misura anche al controllo, dei giovani armati di bottiglia.,

Il dibattito, anche a colpi di scontri e battaglie campali, è ancora in corso. Nessuno, oggi, è in grado di intravedere la possibilità di un punto d’incontro tra le esagerazioni spesso pericolose degli uni e l’intransigenza, senza proposte alternative degli altri. Di certo c’è che rinchiudere i giovani in locali che hanno costi inaccessibili e, soprattutto, cancellare quel costume atavico di riunirsi in strada, “tomando una copa”, bevendoci sopra, sembra proprio l’ennesima battaglia spagnola contro i mulini a vento