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IL PRIMO STUDIO SUI RUMORI A ROMA
Lo ha effettuato la Facoltà di
Ingegneria dell’Università Roma Tre
Il frastuono a Campo dei Fiori arriva a superare di 3.000 volte i limiti
consentiti
Nessuno si sorprende nell’apprendere che Roma è una delle città più rumorose
d’Europa. Ma è la misura del frastuono a essere davvero impressionante e
tale da nuocere gravemente alla salute dei cittadini. Del fracasso notturno
che impedisce il riposo a migliaia e migliaia di romani si è infatti
occupata l’Università di Roma Tre (Facoltà di Ingegneria, Fisica Tecnica)
che ha studiato il caso di Campo dei Fiori e, grazie al lavoro dei suoi
tecnici, protrattosi per tutto il mese di luglio, ha potuto rilevare che
nella celebre piazza il limite di rumorosità (45 decibel) è stato superato
ogni giorno e ogni notte in misura oscillante dalle 30 alle 4.000 volte
quello consentito dalla legge. Sono state registrate punte superiori a 74
decibel (ogni 3 decibel la rumorosità raddoppia).
La legge consente una tolleranza di 3 decibel rispetto al cosiddetto rumore
di fondo (misurato in 44 decibel). Ma anche questo limite è stato largamente
superato a Campo de’ Fiori, in ogni punto della piazza e in ogni giorno di
rilevazione. Lo studio ha dimostrato che, durante la notte, la differenza
tra “rumore residuo” e rumore reale è risultata compresa tra 7,5 decibel e
22,5 decibel. In altri termini, tra le 22 e le 6 di mattina il rumore
ambientale, in Campo de’ Fiori supera da 3 a 80 volte quello consentito
dalla legge.
Secondo le rilevazioni dei tecnici dell’Università, il livello del frastuono
nel periodo notturno è addirittura risultato, in proporzione, superiore a
quello diurno. L’inquinamento da rumore in Campo de’ Fiori è dovuto a ciò
che avviene tra le 22 e le 6 e non è imputabile ad una rumorosità tipica del
luogo. Durante il giorno, infatti, i valori misurati sono risultati di poco
superiori al limite di 55 decibel.
La sorgente principale dell’inquinamento da rumore di Campo de’ Fiori è la
voce umana, leggi schiamazzi. Il vociare della folla che si raduna nella
piazza a fare le ore piccole.
Il massimo della rumorosità è stato registrato tra le 23 e le 2 di notte con
picchi molto superiori alla media notturna tra i 3,4 e i 10,3 decibel. Si
tratta di variazioni che aumentano il disagio reale della popolazione, più
di quanto non lasci ritenere il valore medio misurato tra le 22 e le 6.
Secondo lo studio, durante il periodo notturno si verificano “fenomeni ad
alta intensità di energia”, legati al passaggio di veicoli a combustione
interna (mentre la piazza dovrebbe essere isola pedonale) o a schiamazzi.
L’entità di tali fenomeni è ovviamente più evidente durante la parte più
calma della notte, poiché essi sono improvvisi e perché il livello sonoro di
base da cui si stagliano è più basso.
Il caso di Campo de’ Fiori è emblematico di una situazione di grave disagio
per tutti i cittadini romani e, in particolar modo, per i residenti di zone
che divengono meta della “movida” notturna. I residenti che affacciano sulla
piazza non riescono a riposare da anni nonostante le ripetute denunce alle
autorità, gli esposti e gli appelli.
Di queste proteste si è fatta portavoce l’Associazione dei Residenti di
Campo de’ Fiori che richiede alle autorità i seguenti provvedimenti:
1) Urgente individuazione di zone dove la totale assenza di residenti e la
presenza di uffici o altre attività lavorative, consentano l’apertura di
locali senza limiti di orario, obbligando però alla chiusura i locali che si
trovino in zone residenziali un’ora prima degli orari attualmente previsti.
In tal modo l’Autorità cittadina potrà dare agli esercenti delle indicazioni
più chiare sul dove poter operare e sul come poter operare, evitando il
susseguirsi di prepotenze, conflittualità e illegalità attualmente evidenti.
2) Per raggiungere tali fini, chiede la chiusura dei varchi elettronici tra
le 22 e le 3 del mattino. Peraltro questa chiusura avveniva già negli anni
’80 all’epoca della Giunta Carraro.
3) L’immediata revoca di tutte le proroghe di orario concesse agli esercizi
in aree residenziali, anche di quelle precedenti ad oggi (si noti che oggi
non se ne concedono più, per decisione del Presidente del I Municipio,
Lobefaro).
4) L’istituzione di ulteriori linee di navette elettriche per rendere
accessibile il Centro dai parcheggi, in modo che chi viene da fuori possa
continuare ad usufruire del Centro, senza essere costretto a violare il
codice della strada.
Secondo l’Associazione, si tratta di iniziative tutte a COSTO ZERO, con
l’unica eccezione di quella delle navette elettriche. Un recupero dei costi
avverrebbe comunque attraverso l’incasso dei parcheggi e la vendita dei
biglietti dell’Atac. Si tratta di richieste orientate verso una migliore
qualità della fruibilità del Centro storico, di un maggiore rispetto del
patrimonio artistico della Capitale ed infine di una migliore qualificazione
degli esercenti. Si creerebbe così un clima di maggiore godibilità e di
minor degrado civile.
Sempre secondo l’Associazione, inoltre, vi sarebbe anche un recupero di
redditività da parte di quegli esercenti che oggi si limitano a vendere
bottiglie. Si potrebbe passare da un servizio a basso valore aggiunto ad un
servizio ad alto valore aggiunto.
L’Associazione, che è già collegata a vari Comitati spontanei di strada che
si vanno creando a macchia d’olio in vari rioni del Centro storico, ricorda
che in passato, molti residenti hanno lottato per riportare nei limiti della
legalità la vita notturna della vecchia Roma. Per anni si sono scontrati con
la noncuranza delle istituzioni, con un falso senso della fruibilità del
Centro, con abbondanti connivenze di vario tipo fra controllori e
controllati. L’Associazione considera dunque anche una propria vittoria il
varo dei varchi elettronici, dopo che inutili sono risultati tutti i passi
compiuti per ricondurre al rispetto delle regole i locali (specialmente i
pubs) durante la notte. I cittadini che hanno agito singolarmente contro gli
abusi di questo o quel locale che, con prepotenza, violava le più elementari
norme di civile convivenza e la legge, hanno ottenuto soltanto di
impantanarsi in interminabili azioni legali, senza alcun risultato pratico.
Sono storie di tutti i giorni i ricorsi alle Forze dell’Ordine, le denunce
degli attivissimi circuiti di spaccio di stupefacenti, il palleggiamento di
responsabilità fra ASL e Vigili Urbani (questi ultimi, secondo
l’Associazione hanno addirittura proposto di “attendere la pioggia” per
risolvere il problema).
Lo studio dell’Università prova oggi in modo inoppugnabile e in misura
impressionante la situazione di illegalità esistente. L’Associazione e i
Comitati di strada chiedono dunque il rispetto delle norme e l’eliminazione
della serie di diaframmi che rallentano l’azione esecutiva, e, che
rappresentano soltanto incentivi all’inerzia e alla corruzione.
Anche una normativa nuova, dunque, che allarghi i poteri di controllo della
legalità dai Vigili Urbani alla Guardia di Finanza, Polizia e Carabinieri.
Sarebbe questo un ulteriore passo nella direzione di una maggiore
trasparenza, ed un grande vantaggio per i Vigili Urbani, che verrebbero così
coadiuvati nella loro opera.
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Roma, 23 ottobre 2001
COMUNICATO STAMPA
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