Associazione dei Residenti

 

di Campo dei Fiori

 

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by MC

 



IL CONVEGNO SUI RUMORI DEL 23 OTTOBRE 2001

 


IL PRIMO STUDIO SUI RUMORI A ROMA
 

Lo ha effettuato la Facoltà di Ingegneria dell’Università Roma Tre
Il frastuono a Campo dei Fiori arriva a superare di 3.000 volte i limiti consentiti

Nessuno si sorprende nell’apprendere che Roma è una delle città più rumorose d’Europa. Ma è la misura del frastuono a essere davvero impressionante e tale da nuocere gravemente alla salute dei cittadini. Del fracasso notturno che impedisce il riposo a migliaia e migliaia di romani si è infatti occupata l’Università di Roma Tre (Facoltà di Ingegneria, Fisica Tecnica) che ha studiato il caso di Campo dei Fiori e, grazie al lavoro dei suoi tecnici, protrattosi per tutto il mese di luglio, ha potuto rilevare che nella celebre piazza il limite di rumorosità (45 decibel) è stato superato ogni giorno e ogni notte in misura oscillante dalle 30 alle 4.000 volte quello consentito dalla legge. Sono state registrate punte superiori a 74 decibel (ogni 3 decibel la rumorosità raddoppia).

La legge consente una tolleranza di 3 decibel rispetto al cosiddetto rumore di fondo (misurato in 44 decibel). Ma anche questo limite è stato largamente superato a Campo de’ Fiori, in ogni punto della piazza e in ogni giorno di rilevazione. Lo studio ha dimostrato che, durante la notte, la differenza tra “rumore residuo” e rumore reale è risultata compresa tra 7,5 decibel e 22,5 decibel. In altri termini, tra le 22 e le 6 di mattina il rumore ambientale, in Campo de’ Fiori supera da 3 a 80 volte quello consentito dalla legge.

Secondo le rilevazioni dei tecnici dell’Università, il livello del frastuono nel periodo notturno è addirittura risultato, in proporzione, superiore a quello diurno. L’inquinamento da rumore in Campo de’ Fiori è dovuto a ciò che avviene tra le 22 e le 6 e non è imputabile ad una rumorosità tipica del luogo. Durante il giorno, infatti, i valori misurati sono risultati di poco superiori al limite di 55 decibel.
La sorgente principale dell’inquinamento da rumore di Campo de’ Fiori è la voce umana, leggi schiamazzi. Il vociare della folla che si raduna nella piazza a fare le ore piccole.
Il massimo della rumorosità è stato registrato tra le 23 e le 2 di notte con picchi molto superiori alla media notturna tra i 3,4 e i 10,3 decibel. Si tratta di variazioni che aumentano il disagio reale della popolazione, più di quanto non lasci ritenere il valore medio misurato tra le 22 e le 6. Secondo lo studio, durante il periodo notturno si verificano “fenomeni ad alta intensità di energia”, legati al passaggio di veicoli a combustione interna (mentre la piazza dovrebbe essere isola pedonale) o a schiamazzi. L’entità di tali fenomeni è ovviamente più evidente durante la parte più calma della notte, poiché essi sono improvvisi e perché il livello sonoro di base da cui si stagliano è più basso.

Il caso di Campo de’ Fiori è emblematico di una situazione di grave disagio per tutti i cittadini romani e, in particolar modo, per i residenti di zone che divengono meta della “movida” notturna. I residenti che affacciano sulla piazza non riescono a riposare da anni nonostante le ripetute denunce alle autorità, gli esposti e gli appelli.

Di queste proteste si è fatta portavoce l’Associazione dei Residenti di Campo de’ Fiori che richiede alle autorità i seguenti provvedimenti:


1) Urgente individuazione di zone dove la totale assenza di residenti e la presenza di uffici o altre attività lavorative, consentano l’apertura di locali senza limiti di orario, obbligando però alla chiusura i locali che si trovino in zone residenziali un’ora prima degli orari attualmente previsti. In tal modo l’Autorità cittadina potrà dare agli esercenti delle indicazioni più chiare sul dove poter operare e sul come poter operare, evitando il susseguirsi di prepotenze, conflittualità e illegalità attualmente evidenti.


2) Per raggiungere tali fini, chiede la chiusura dei varchi elettronici tra le 22 e le 3 del mattino. Peraltro questa chiusura avveniva già negli anni ’80 all’epoca della Giunta Carraro.
3) L’immediata revoca di tutte le proroghe di orario concesse agli esercizi in aree residenziali, anche di quelle precedenti ad oggi (si noti che oggi non se ne concedono più, per decisione del Presidente del I Municipio, Lobefaro).


4) L’istituzione di ulteriori linee di navette elettriche per rendere accessibile il Centro dai parcheggi, in modo che chi viene da fuori possa continuare ad usufruire del Centro, senza essere costretto a violare il codice della strada.


Secondo l’Associazione, si tratta di iniziative tutte a COSTO ZERO, con l’unica eccezione di quella delle navette elettriche. Un recupero dei costi avverrebbe comunque attraverso l’incasso dei parcheggi e la vendita dei biglietti dell’Atac. Si tratta di richieste orientate verso una migliore qualità della fruibilità del Centro storico, di un maggiore rispetto del patrimonio artistico della Capitale ed infine di una migliore qualificazione degli esercenti. Si creerebbe così un clima di maggiore godibilità e di minor degrado civile.
Sempre secondo l’Associazione, inoltre, vi sarebbe anche un recupero di redditività da parte di quegli esercenti che oggi si limitano a vendere bottiglie. Si potrebbe passare da un servizio a basso valore aggiunto ad un servizio ad alto valore aggiunto.

L’Associazione, che è già collegata a vari Comitati spontanei di strada che si vanno creando a macchia d’olio in vari rioni del Centro storico, ricorda che in passato, molti residenti hanno lottato per riportare nei limiti della legalità la vita notturna della vecchia Roma. Per anni si sono scontrati con la noncuranza delle istituzioni, con un falso senso della fruibilità del Centro, con abbondanti connivenze di vario tipo fra controllori e controllati. L’Associazione considera dunque anche una propria vittoria il varo dei varchi elettronici, dopo che inutili sono risultati tutti i passi compiuti per ricondurre al rispetto delle regole i locali (specialmente i pubs) durante la notte. I cittadini che hanno agito singolarmente contro gli abusi di questo o quel locale che, con prepotenza, violava le più elementari norme di civile convivenza e la legge, hanno ottenuto soltanto di impantanarsi in interminabili azioni legali, senza alcun risultato pratico. Sono storie di tutti i giorni i ricorsi alle Forze dell’Ordine, le denunce degli attivissimi circuiti di spaccio di stupefacenti, il palleggiamento di responsabilità fra ASL e Vigili Urbani (questi ultimi, secondo l’Associazione hanno addirittura proposto di “attendere la pioggia” per risolvere il problema).

Lo studio dell’Università prova oggi in modo inoppugnabile e in misura impressionante la situazione di illegalità esistente. L’Associazione e i Comitati di strada chiedono dunque il rispetto delle norme e l’eliminazione della serie di diaframmi che rallentano l’azione esecutiva, e, che rappresentano soltanto incentivi all’inerzia e alla corruzione.

Anche una normativa nuova, dunque, che allarghi i poteri di controllo della legalità dai Vigili Urbani alla Guardia di Finanza, Polizia e Carabinieri. Sarebbe questo un ulteriore passo nella direzione di una maggiore trasparenza, ed un grande vantaggio per i Vigili Urbani, che verrebbero così coadiuvati nella loro opera.
 

Roma, 23 ottobre 2001


COMUNICATO STAMPA